Ed ella attende, sospesa in una nicchia
dall'apparenza pagana ed un velo di boria
in un ergersi stentoreo senza fine.
Il simbolo ch'ella celebra s'ammanta di cortine
per rifuggire il frastuono e l'ampolloso collezionare della storia,
perdono per il proprio peccato e colpa meritevole d'espiazione
qual frutti ipotetici d'un arso arbusto che s'avviticchia.
Ed ella attende, sospesa in una nicchia
dando forma ad un richiamo - ritualita' antica
avendone dimenticato il suono e, forse, il senso.
Ed ella conscia della sua natura, di fatto ipotetica,
qual viaggio di pensiero e non d'anima,
suona nel solo riverbero delle menti,
la campana immobile
Poesie, inestimabili cimeli per l'asta di Portobello Road, gelosamente custodite al vento di rose d'una soffitta aperta a tutti
mercoledì 20 marzo 2013
martedì 5 febbraio 2013
Apparente cautela
Me ne vado ...
Me ne vado per davvero ...
Suppongo che lanciarmi lungo il cammino di Santiago
o scivolare con la mente lungo le coste dell'Indonesia,
possa avere la medesima utilità di un'astensione dal voto.
Piovano schede bianche come in un paradosso di Saramago,
s'agghindino le scarpe di terra e vissuto prima d'una adeguata pulizia,
sepoltura profumata e rispettoso al crepuscolo del tempo.
Me ne vado ...
Me ne vado per davvero ...
Me ne vado per davvero ...
Suppongo che lanciarmi lungo il cammino di Santiago
o scivolare con la mente lungo le coste dell'Indonesia,
possa avere la medesima utilità di un'astensione dal voto.
Piovano schede bianche come in un paradosso di Saramago,
s'agghindino le scarpe di terra e vissuto prima d'una adeguata pulizia,
sepoltura profumata e rispettoso al crepuscolo del tempo.
Me ne vado ...
Me ne vado per davvero ...
venerdì 4 gennaio 2013
Il borgo silente
Come se il silenzio scendesse,
non avesse collocazione alcuna
nella delicata piagente coulisse
della nebbia, a pettinar la pietra bruna
con note di storie accartocciate nell'ordinario,
a tintinnar l'ottone vitale del prescritto binario.
Spiegato il tessuto rammendato del borgo
dolcemente appoggiato sul profumo della rosa,
arroccatto nei rovi d'animi che di li scorgo
indaffararsi con cieca attenzione operosa.
Come se il silenzio scendesse
su ogni gesto compiuto per adempiere
ad una legge, libera dal peso delle promesse
con cui un cuore affamato d'imprese da compiere
innocentemente delude la quotidana sopravvivenza,
fedele all'automatismo che par reggere quest'esistenza.
non avesse collocazione alcuna
nella delicata piagente coulisse
della nebbia, a pettinar la pietra bruna
con note di storie accartocciate nell'ordinario,
a tintinnar l'ottone vitale del prescritto binario.
Spiegato il tessuto rammendato del borgo
dolcemente appoggiato sul profumo della rosa,
arroccatto nei rovi d'animi che di li scorgo
indaffararsi con cieca attenzione operosa.
Come se il silenzio scendesse
su ogni gesto compiuto per adempiere
ad una legge, libera dal peso delle promesse
con cui un cuore affamato d'imprese da compiere
innocentemente delude la quotidana sopravvivenza,
fedele all'automatismo che par reggere quest'esistenza.
mercoledì 5 dicembre 2012
L'osservatore di stelle
Sguardo muto e sorriso di cuore
testimoniano un'esistenza storta, inclinata,
da disgrazia o mancata fiducia in un Dio,
da debolezza d'animo o ferocia convinta
percolata dalla conoscenza d'una verita nascosta.
E poi Dante,
perché è il Divin Poeta,
perché chi conosce Dante non può essere solo
un ubriaco ...
E poi le stelle,
perché sopra al campo
piangono pioggia o brillano di sorrisi,
perché chi conosce le stelle sa che sono sole ...
La loro vicinanza, l'affollamento nel foglio del cielo
rimangono smentiti dall'adozione d'una diversa prospettiva
più materiale, più liquida.
Sguardo muto e sorriso di cuore
ed un marciare ritorto, inclinato all'indietro,
alla ricerca d'uno schienale che c'era, prima della porta,
a conferma che
ciò di cui parla non è più qui,
ciò per cui soffre non ha peso,
ciò con cui vive dev'essere ancora avuto.
Così lui osserva, le stelle.
testimoniano un'esistenza storta, inclinata,
da disgrazia o mancata fiducia in un Dio,
da debolezza d'animo o ferocia convinta
percolata dalla conoscenza d'una verita nascosta.
E poi Dante,
perché è il Divin Poeta,
perché chi conosce Dante non può essere solo
un ubriaco ...
E poi le stelle,
perché sopra al campo
piangono pioggia o brillano di sorrisi,
perché chi conosce le stelle sa che sono sole ...
La loro vicinanza, l'affollamento nel foglio del cielo
rimangono smentiti dall'adozione d'una diversa prospettiva
più materiale, più liquida.
Sguardo muto e sorriso di cuore
ed un marciare ritorto, inclinato all'indietro,
alla ricerca d'uno schienale che c'era, prima della porta,
a conferma che
ciò di cui parla non è più qui,
ciò per cui soffre non ha peso,
ciò con cui vive dev'essere ancora avuto.
Così lui osserva, le stelle.
giovedì 11 ottobre 2012
Il Delitto
Tradire un bambino è sempre un delitto,
poco rileva se lo si faccia "per il suo bene",
per dargli una direzione, possibilmente retta,
per apporre un bersaglio dietro la metafora di Gibran.
Tradire un bambino è sempre un delitto,
solo le onde han diritto di violare le mura del suo castello
di sabbia e cemento armato di sogni da vivere nelle storie
o da issare al vento della Vita per garrire o lasciarsi strappare.
Tradire un bambino è sempre un delitto,
anche se la vittima sei tu, fiducioso
estensore di verità accorte, di rivoluzioni pacate
e solo il bambino ha diritto a dirtelo, ridendoti dentro.
poco rileva se lo si faccia "per il suo bene",
per dargli una direzione, possibilmente retta,
per apporre un bersaglio dietro la metafora di Gibran.
Tradire un bambino è sempre un delitto,
solo le onde han diritto di violare le mura del suo castello
di sabbia e cemento armato di sogni da vivere nelle storie
o da issare al vento della Vita per garrire o lasciarsi strappare.
Tradire un bambino è sempre un delitto,
anche se la vittima sei tu, fiducioso
estensore di verità accorte, di rivoluzioni pacate
e solo il bambino ha diritto a dirtelo, ridendoti dentro.
venerdì 21 settembre 2012
Deserto d'onde in tempesta
Sabbia marrone entra nel mare,
tremula astante al fragore percosso
di quella tela sconvolta, che s'impone
ai miei occhi entusiasti sul treno.
Il mare s'è ripreso la sua amante,
il cielo fedele alleato di cenere
l'ha liberata dal formicare degli uomini,
per restituirgliela così, bella e nuda.
Sabbia marrone entra nel mare
spettatrice commossa d'una tragedia d'amore
scioglie le sue lacrime nei clarini dei flutti,
urla il suo dolore nella grancassa del maroso.
Mi scivola una lacrima dalla penna, è nera,
s'è fatto tardi e la galleria richiama
il treno al riposo, nelle sue viscere,
e me al refrattario ordine muto della vita.
tremula astante al fragore percosso
di quella tela sconvolta, che s'impone
ai miei occhi entusiasti sul treno.
Il mare s'è ripreso la sua amante,
il cielo fedele alleato di cenere
l'ha liberata dal formicare degli uomini,
per restituirgliela così, bella e nuda.
Sabbia marrone entra nel mare
spettatrice commossa d'una tragedia d'amore
scioglie le sue lacrime nei clarini dei flutti,
urla il suo dolore nella grancassa del maroso.
Mi scivola una lacrima dalla penna, è nera,
s'è fatto tardi e la galleria richiama
il treno al riposo, nelle sue viscere,
e me al refrattario ordine muto della vita.
lunedì 10 settembre 2012
Geografie dai lacci pensosi
Errare con la presunzione di vagare
od incappare conscio di valicare.
Così si muove il pensiero.
Una rovinosa caduta nel giusto,
in un oceano - solco di segni,
evidenti come parole ben scelte,
muti come tiranni ragionevoli,
soli come volti assiepati in un vagone
abbracciato a binari odiati
a vallo inviolabile dalla loro destinazione.
Così si muove il pensiero.
Una commedia sussurrata nel chiasso
d'una tragedia apparente,
vera solo perché ripetitiva nel presentarsi,
aggressiva solo perché cinica nel definirti,
donna e viva come il sole
sfuggente al dì del desiderio e delle brama
imponente e violento alla notte nel giorno.
Così si muove il pensiero.
Crescendo nella cecità della ricerca d'una Liberta,
soffocante nel tendere la mano, ad appiglio nel tuo mare in tempesta.
od incappare conscio di valicare.
Così si muove il pensiero.
Una rovinosa caduta nel giusto,
in un oceano - solco di segni,
evidenti come parole ben scelte,
muti come tiranni ragionevoli,
soli come volti assiepati in un vagone
abbracciato a binari odiati
a vallo inviolabile dalla loro destinazione.
Così si muove il pensiero.
Una commedia sussurrata nel chiasso
d'una tragedia apparente,
vera solo perché ripetitiva nel presentarsi,
aggressiva solo perché cinica nel definirti,
donna e viva come il sole
sfuggente al dì del desiderio e delle brama
imponente e violento alla notte nel giorno.
Così si muove il pensiero.
Crescendo nella cecità della ricerca d'una Liberta,
soffocante nel tendere la mano, ad appiglio nel tuo mare in tempesta.
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