Fischi di vento tra le fronde,
fusti d'avorio ornati di disperato,
affiatato abbraccio di muschio
Tornite dal respiro affannoso del Nord
guardano tristi lo spettacolo del nulla
quiete irreale gela pensieri
quiete irreale incornicia racconti
quiete irreale addobba in ghirlande
stemi urlanti di primavera.
Ignorate dal guardo di capi scostanti,
contenitori accarezzati in drappi,
riparo di menti condite d'esempio
Ruggine delicata ammorba rotaie
che delineano il terreno
scavandolo di clivi
erodendolo di fossati
Ricordo alleato d'insegnamento
Freddo di lama, memento imperituro nell'attimo,
Le bianche betulle di Aushwitz,
candide spose al funerale dell'Umano
Poesie, inestimabili cimeli per l'asta di Portobello Road, gelosamente custodite al vento di rose d'una soffitta aperta a tutti
sabato 10 dicembre 2011
mercoledì 7 dicembre 2011
Il mondo delle foglie ondeggianti: il Paese degli eroi dannati
Effluvio affasticchiato di scricchiolanti macigni,
le terre dell'Est si aprono a corona trionfante di pavone
piangono felici oltre un vetriolo di grigie cortine,
Taranta di soli nel paese dei bui
Popolazioni di nomade sedentarietà
scrutano con dubbio iconoclasta,
sfidano destini sovrani
ed un freddo tagliente a mo' spada di Cyrano
col calore vibrante di una poesia balbettata,
libertà cercata - trovata in fondo a viali fumosi
Cigolano marmorei portoni
di mausolei d'isolata di fratellanza,
mitteleuropa in suono di Balalaike
stridenti come amori infreddoliti
Venti di romantica impressione
tagliano anime con fare di bruti
mentre menti in cimieri di bionde chiome
preservano poesie al'ombra di edifici in grafite
Hemingway in un vestibolo di eternità
smiccia carmi con l'innaturale supponenza del vincitore,
trionfa in beata ignoranza
Frederick ammanta di lasciva costanza
ebano ed avorio di continental coerenza
mentre la sua Lacrimosa
impone lacrime di rugiada in vento
ad anime, ispettrici di tiranni
Stimoli disordinati,
brama in lattine,
sfiducia in cerimonie
tripudi in ammantati nembi
gioie in coarcervi d'eroi
Mondo bastardo,
figlio dell'esperienza
consegni dipinti di Picasso incompresi:
rigide lune in aurore di seta
emozioni dipinte su animi d'acqua
caroselli in solitari monologhi
rivoluzioni in menti sole.
le terre dell'Est si aprono a corona trionfante di pavone
piangono felici oltre un vetriolo di grigie cortine,
Taranta di soli nel paese dei bui
Popolazioni di nomade sedentarietà
scrutano con dubbio iconoclasta,
sfidano destini sovrani
ed un freddo tagliente a mo' spada di Cyrano
col calore vibrante di una poesia balbettata,
libertà cercata - trovata in fondo a viali fumosi
Cigolano marmorei portoni
di mausolei d'isolata di fratellanza,
mitteleuropa in suono di Balalaike
stridenti come amori infreddoliti
Venti di romantica impressione
tagliano anime con fare di bruti
mentre menti in cimieri di bionde chiome
preservano poesie al'ombra di edifici in grafite
Hemingway in un vestibolo di eternità
smiccia carmi con l'innaturale supponenza del vincitore,
trionfa in beata ignoranza
Frederick ammanta di lasciva costanza
ebano ed avorio di continental coerenza
mentre la sua Lacrimosa
impone lacrime di rugiada in vento
ad anime, ispettrici di tiranni
Stimoli disordinati,
brama in lattine,
sfiducia in cerimonie
tripudi in ammantati nembi
gioie in coarcervi d'eroi
Mondo bastardo,
figlio dell'esperienza
consegni dipinti di Picasso incompresi:
rigide lune in aurore di seta
emozioni dipinte su animi d'acqua
caroselli in solitari monologhi
rivoluzioni in menti sole.
martedì 6 dicembre 2011
Bisticcio di pulsioni: s'ha ancora da giocare la mossa vincente
Va ancora scritta, la più dolce poesia
Va ancora illustrato, il più acre teorema
Va ancora rullata, la più lauta grancassa
E' già arrivato, il verde merlo
E' già arrivato, lo spazioso anfratto
E' già arrivato, il brullo paradiso
S'ha ancora da percorrere il verboso rutilio,
S'ha ancora da mangiare la rosa di Ponente,
S'ha ancora da giocare la mossa vincente
Così tuonano qui, i giocatori di scacchi
Il parco li tiene in palmo,
loro forti della loro vanità
miseramente dominano la scacchiera
Muovono torri d'avorio,
regine d'ebano,
alfieri di neve e destrieri di pece.
Accarezzano dubbiosi Re in corone sbeccate
Agitano armate di signori
Agitano gonfaloni imperituri
Agitano vassilli in velli d'oro
E di lì fiocatosi l'ardimento del certamen
attendono un cenno del faro d'Alessandro,
il Padrone assicura loro un sicuro viatico
su strisce pedonali
S'ha ancora da giocare la mossa vincente
Va ancora illustrato, il più acre teorema
Va ancora rullata, la più lauta grancassa
E' già arrivato, il verde merlo
E' già arrivato, lo spazioso anfratto
E' già arrivato, il brullo paradiso
S'ha ancora da percorrere il verboso rutilio,
S'ha ancora da mangiare la rosa di Ponente,
S'ha ancora da giocare la mossa vincente
Così tuonano qui, i giocatori di scacchi
Il parco li tiene in palmo,
loro forti della loro vanità
miseramente dominano la scacchiera
Muovono torri d'avorio,
regine d'ebano,
alfieri di neve e destrieri di pece.
Accarezzano dubbiosi Re in corone sbeccate
Agitano armate di signori
Agitano gonfaloni imperituri
Agitano vassilli in velli d'oro
E di lì fiocatosi l'ardimento del certamen
attendono un cenno del faro d'Alessandro,
il Padrone assicura loro un sicuro viatico
su strisce pedonali
S'ha ancora da giocare la mossa vincente
Barlumi di passato all'ombra accecante del planetario: Voglia di correre
Voglia di correre:
arrotare arti in volte concentriche,
mulinare vento in oliate articolazioni,
smottare vili preoccupazioni con eroico, forsennato, gesto di Filippide
Voglia di correre:
boomerang aborigeni di parole in libertà di libellule,
rispettosi insulti a vite cattolicamente intarsiate,
balzi felini d'un bambino dormiente
Voglia di correre:
docce ghiacciate in bolle - Valium di menti,
proiettili fumanti appoggiati su bocche digrignate,
neve in proprilene su volute sgomente
Voglia di correre:
borbottare solitarie sinfonie,
depositare fulmini d'intelletto in trecce di carta,
scuotere montagne nella sottile sorriso della striatura d'un pennello
Voglia di correre,
stare qui per non perdere un minuto
del capolavoro
che un buon Dio proietta sul lenzuolo del cielo
arrotare arti in volte concentriche,
mulinare vento in oliate articolazioni,
smottare vili preoccupazioni con eroico, forsennato, gesto di Filippide
Voglia di correre:
boomerang aborigeni di parole in libertà di libellule,
rispettosi insulti a vite cattolicamente intarsiate,
balzi felini d'un bambino dormiente
Voglia di correre:
docce ghiacciate in bolle - Valium di menti,
proiettili fumanti appoggiati su bocche digrignate,
neve in proprilene su volute sgomente
Voglia di correre:
borbottare solitarie sinfonie,
depositare fulmini d'intelletto in trecce di carta,
scuotere montagne nella sottile sorriso della striatura d'un pennello
Voglia di correre,
stare qui per non perdere un minuto
del capolavoro
che un buon Dio proietta sul lenzuolo del cielo
lunedì 5 dicembre 2011
Un fischio di Beethoven sulla mulattiera di sale
Dio, pellegrino scalzo
percorre frettoloso una mulattiera di sale
fischietta Beethoven
in un Bolshoi di muti
Rimbrotta un passante
annodato al suo idolo
in stretta, impietosa
Gassa d'amante
Dio, pellegrino scalzo
saltella contento su un prato verde
ringrazia il Creato
per aver conservato
un angolo di casa sua
come l'aveva lasciato
insomma Voluto
Prega con sguardo attento,
Vede con romanzi nel cuore,
S'affama da cornucopie d'amore,
Brilla in luce d'un roseto spento
Dio, pellegrino scalzo
sfila la sua spada di china,
apparecchia il tavolo per il Mondo
con frasi di grano,
con parole d'uva lavata,
con sillabe di frutti d'oceano,
con lettere d'arcaica contraddizione.
percorre frettoloso una mulattiera di sale
fischietta Beethoven
in un Bolshoi di muti
Rimbrotta un passante
annodato al suo idolo
in stretta, impietosa
Gassa d'amante
Dio, pellegrino scalzo
saltella contento su un prato verde
ringrazia il Creato
per aver conservato
un angolo di casa sua
come l'aveva lasciato
insomma Voluto
Prega con sguardo attento,
Vede con romanzi nel cuore,
S'affama da cornucopie d'amore,
Brilla in luce d'un roseto spento
Dio, pellegrino scalzo
sfila la sua spada di china,
apparecchia il tavolo per il Mondo
con frasi di grano,
con parole d'uva lavata,
con sillabe di frutti d'oceano,
con lettere d'arcaica contraddizione.
Il malato d'immaginazione
Il malato s'aggrava
dolce cicuta dopo dolce cicuta
Il malato s'aggrava
addenta oppio setoso
falena dopo fringuello
falco dopo farfalla
Il malato tossisce
in barriti di respiro
s'aggrava
Osserva un mondo di soli, uniti,
bramoso di vederli
e sguinzaglia via il guardo
allora ch'essi l'incontrano col loro
Il malato mormora grida
carezze dopo baci
soffi dopo respiri
Il malato s'aggrava
inerpicandosi sano
su sogni come colline Tibetane,
dorsi d'asino in attesa
alle colonne d'uno dei tanti, stanchi
Paradisi
Il malato s'aggrava
è guarito
la medicina riposa in sé
di là d'un respiro di sole borbottante
attimi dopo infiniti
ciglia dopo manti di nebbia
dolce cicuta dopo dolce cicuta
Il malato s'aggrava
addenta oppio setoso
falena dopo fringuello
falco dopo farfalla
Il malato tossisce
in barriti di respiro
s'aggrava
Osserva un mondo di soli, uniti,
bramoso di vederli
e sguinzaglia via il guardo
allora ch'essi l'incontrano col loro
Il malato mormora grida
carezze dopo baci
soffi dopo respiri
Il malato s'aggrava
inerpicandosi sano
su sogni come colline Tibetane,
dorsi d'asino in attesa
alle colonne d'uno dei tanti, stanchi
Paradisi
Il malato s'aggrava
è guarito
la medicina riposa in sé
di là d'un respiro di sole borbottante
attimi dopo infiniti
ciglia dopo manti di nebbia
sabato 3 dicembre 2011
Il maledetto brillare delle stelle di cartapesta
Cane,
respiro infruttuoso d'orgiastico piacere di rovi
massiva sostenuta visione d'Altro in circonflesso corroborato
calmo, commiato di stelle in cartapesta,
trionfo in graffiti rupestri
Poeta,
pffffffffffff
vago orditore di trame,
feticci in parole rubate ai grandi,
come bambino picchietto pianoforti d'eroi con mani d'assolata ignoranza,
estinzione in posa ignobile
personaggi in sequela di decadente commistione
gaudente perfezione
osservata in versi;
D'un pezzo
monolite
ti vogliono
D'un pezzo,
cavaliere di speranze asciutte
madido di convinzioni in grantico frumento
fermento d'angeli - putti pagani;
Beltade
costeggiata, rimirata lì appresso
con il vitreo fluire d'arabeschi decotti
Beltade
avviluppato bianco in sorde pergamene
gramofoni stanchi d'incanto perduto
Cenere in balocchi di disio
Mustacchi ondosi su volti canuti
poesie su scorze marmoree di cinici errabondi
Gozzoviglie in ghirlande
Un cane,
bianco del suo splendore in paccottiglia
versata
orinata
su un vivrebbe tetro di luminescente futuro
Gracchiano corvi lucenti
fischiano strade vermentine
serpeggia dubbio imbelle
Cambio per compiacere il mio Io
Sublimare il discreto odio per Non Io e i suoi nembi
respiro infruttuoso d'orgiastico piacere di rovi
massiva sostenuta visione d'Altro in circonflesso corroborato
calmo, commiato di stelle in cartapesta,
trionfo in graffiti rupestri
Poeta,
pffffffffffff
vago orditore di trame,
feticci in parole rubate ai grandi,
come bambino picchietto pianoforti d'eroi con mani d'assolata ignoranza,
estinzione in posa ignobile
personaggi in sequela di decadente commistione
gaudente perfezione
osservata in versi;
D'un pezzo
monolite
ti vogliono
D'un pezzo,
cavaliere di speranze asciutte
madido di convinzioni in grantico frumento
fermento d'angeli - putti pagani;
Beltade
costeggiata, rimirata lì appresso
con il vitreo fluire d'arabeschi decotti
Beltade
avviluppato bianco in sorde pergamene
gramofoni stanchi d'incanto perduto
Cenere in balocchi di disio
Mustacchi ondosi su volti canuti
poesie su scorze marmoree di cinici errabondi
Gozzoviglie in ghirlande
Un cane,
bianco del suo splendore in paccottiglia
versata
orinata
su un vivrebbe tetro di luminescente futuro
Gracchiano corvi lucenti
fischiano strade vermentine
serpeggia dubbio imbelle
Cambio per compiacere il mio Io
Sublimare il discreto odio per Non Io e i suoi nembi
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